Articolo: 24 mesi ma non per tutti: la durata massima del contratto a termine

approfondimento di Eufranio Massi per Generazione Vincente

 

Generazione Vincente

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“Il D.L. n. 87/2018, modificando il comma 2 dell’art. 19 del D.L. vo n. 81/2015, ha stabilito, in via generale, che i contratti a tempo determinato, riferiti a mansioni dello stesso livello della categoria legale di inquadramento, non possano superare, in sommatoria, tra contratto a termine, rinnovi, proroghe e rapporti in somministrazione, la soglia massima dei 24 mesi. Tale modifica è intervenuta sostituendo, semplicemente, la parola “trentasei” con la parola “ventiquattro”.

Tale premessa è importante per comprendere cosa, effettivamente, sia cambiato rispetto al passato, con riferimento al limite massimo di durata: ovviamente, il contratto a termine è profondamente mutato su altre questioni ben più incisive come, ad esempio, la reintroduzione delle causali, il cui esame, però, non è oggetto di questa riflessione.

Il superamento del nuovo limite di ventiquattro mesi, sia per effetto di un unico contratto che per una successione di rapporti a termine, comporta la trasformazione a tempo indeterminato del contratto stesso a partire dalla data in cui la soglia è stata superata.”….continua la lettura

Eufranio Massi

Autore: Eufranio Massi

esperto in Diritto del Lavoro - relatore a corsi di formazione in materia di lavoro

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