Articolo: Caporalato: linee guida per il contrasto dell’intermediazione illecita

approfondimento di Vitantonio Lippolis – coordinatore delle aree della vigilanza presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Modena

 

Estratto dal n. 11/2019 di Diritto & Pratica del Lavoro (Settimanale IPSOA)

Vuoi abbonarti a Diritto & Pratica del Lavoro? Solo per i lettori del sito c’è uno sconto del 10%, basta inserire questo Codice Sconto: 00718-773110 – Scarica un numero omaggio

 

Diritto_pratica_lavoro“Possibile arresto in flagranza, ricorso alle intercettazioni, ai sequestri e confisca dei patrimoni dei caporali. Sono questi alcuni degli strumenti di contrasto evocati dalla circolare n. 5 del 28 febbraio 2019 per mezzo della quale l’Ispettorato nazionale del  lavoro traccia le linee guida per l’attività di vigilanza che il personale ispettivo dovrà seguire per accertare la sussistenza del reato di caporalato.

Caporalato

Il caporalato è un triste fenomeno che si realizza per mezzo delle seguenti condotte delittuose:

• da un lato quella del caporale, che recluta i lavoratori e li colloca presso il datore di lavoro;
• dall’altro quella del datore di lavoro/utilizzatore, che si approfitta dello stato di bisogno per sfruttare i lavoratori sottopagandoli dopo averli sottoposti a condizioni di lavoro particolarmente faticose.

L’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro sono un problema che storicamente si è concentrato in agricoltura, ma che oggi si concretizza in tutti i settori produttivi e le realtà economiche caratterizzate da un consistente utilizzo di manodopera scarsamente specializzata (trasporto, edilizia, facchinaggio, logistica, lavorazione carni ecc.) la cui offerta di lavoro avviene attraverso l’opera di intermediari, che agiscono in maniera individuale od organizzata in forma societaria, consortile, ecc.

È frequente, specie nel settore agricolo, che il caporale non si limiti solo al reclutamento dei braccianti, ma si occupi quotidianamente anche di raggrupparli e di condurli sui luoghi di lavoro (spesso lontani da dove vivono gli stessi) e di alloggiarli in strutture fatiscenti. Non è raro che il caporale, inoltre, esiga pure una quota parte della paga delle sue vittime.”…. continua la lettura

Vitantonio Lippolis

Autore: Vitantonio Lippolis

Coordinatore delle aree della vigilanza presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Modena – Relatore nell’ambito di convegni e seminari in materia di diritto del lavoro e legislazione sociale.

Condividi questo articolo su