TICKET LICENZIAMENTO

ultima modifica 7 febbraio 2019

 

Il contributo NASpI deve essere erogato dal datore di lavoro privato in caso di licenziamento del lavoratore assunto a tempo indeterminato. E comunque, in qualsiasi caso in cui il rapporto recede senza una volontà del lavoratore (es. dimissioni per giusta causa).

Il contributo è dovuto anche qualora il lavoratore non abbia maturato i requisiti soggettivi per l’accesso alla NASpI, ovvero il datore di lavoro è a conoscenza della ricollocazione del lavoratore presso altro impiego.

Il contributo, per l’anno 2019, è pari a 500,79 euro (41% di 1.221,44 euro) per ogni anno di lavoro effettuato, fino ad un massimo di 3 anni (l’importo massimo del contributo è pari a 1.502,37 euro per rapporti di lavoro di durata pari o superiore a 36 mesi).

Il contributo deve essere calcolato in proporzione ai mesi di anzianità aziendale e senza operare alcuna distinzione tra tempo pieno e part-time. Infine, vanno calcolati i mesi superiori a 15 giorni: la quota mensile è pari a 41,73 euro/mese (500,79/12).

Il contributo va versato, in un’unica soluzione, entro il giorno 16 del secondo mese successivo al licenziamento.

Si ricorda, infine, che in caso di licenziamenti collettivi al termine di una procedura di riduzione di personale che interessi le imprese ricadenti nel campo di applicazione della CIGS (comma 137, articolo 1, della legge n. 205/2017) il valore del ticket risulta raddoppiato. Da ciò discende che in caso di accordo sindacale, per un lavoratore con almeno 36 mesi di anzianità aziendale, il contributo di ingresso da pagare sarà pari a 2.972,04 euro, mentre in assenza di accordo sindacale esso salirà, per la medesima fattispecie, a 8.916,12 euro (tre volte il suo valore).

 

Licenziamenti individuali

Tipologia di risoluzione da rapporto a tempo indeterminato Ticket dovuto
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo SI
Licenziamento per giustificato motivo soggettivo SI
Licenziamento per giusta causa SI
Licenziamento durante o al termine del periodo di prova SI
Licenziamento per superamento del periodo di comporto SI
Licenziamento lavoratore intermittente (esclusivamente per i periodi lavorati che concorrono al computo dell’anzianità aziendale) SI
Licenziamento personale domestico NO
Recesso dell’Apprendista al termine del periodo formativo SI
Dimissioni volontarie NO
Dimissioni per giusta causa SI
Dimissioni nel periodo tutelato per maternità SI
Risoluzione consensuale dinanzi la Commissione di conciliazione DTL (articolo 410 c.p.c.) NO
Risoluzione consensuale in sede sindacale (articolo 411 c.p.c.) NO
Risoluzione consensuale a seguito di Conciliazione obbligatoria per GMO presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (per aziende in tutela reale – articolo 18 Legge 300/70). Non si applica nei confronti dei rapporti a tempo indeterminato a Tutele Crescenti SI
Risoluzione in caso di trasferimento oltre 50 Km dalla residenza del lavoratore SI
Licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dal ccnl NO
Interruzione di rapporto a tempo indeterminato nel settore delle costruzioni edili per completamento delle attività e chiusura del cantiere  NO
Decesso del lavoratore NO

A titolo informativo, si ricorda che sussiste l’obbligo del preavviso nei seguenti casi di recesso :

  • licenziamento ad nutum;
  • licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
  • licenziamento per giustificato motivo soggettivo;
  • recesso al termine del periodo di comporto;
  • fallimento o liquidazione coatta amministrativa;
  • cessazione dell’attività qualora ai lavoratori non venga dato il preavviso contrattualmente previsto;
  • dimissioni per giusta causa del lavoratore;
  • dimissioni della lavoratrice madre entro il 1° anno di età del bambino;
  • decesso del lavoratore.

 

Licenziamenti collettivi

Nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo, i datori di lavoro sono tenuti a versare il contributo che è costituito da una somma pari all’82% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni.

Per l’anno 2019, essendo il massimale mensile NASpI pari a 1.221,44 euro, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale, la contribuzione da versare è pari a 1.001,58 euro (1.221,44 x 82%). Per i lavoratori con anzianità pari o superiore a 36 mesi il contributo è pari a 3.004,74 euro (1.001,58 x 3).

Nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale (articolo 4,comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223), non abbia formato oggetto di accordo sindacale, la misura del contributo è moltiplicata per 3 volte.

Il contributo deve essere rideterminato in proporzione al numero dei mesi di durata del rapporto di lavoro.

 


 

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2018

Tcket licenziamento individuale

Il contributo, per l’anno 2018, è pari a 495,34 euro (41% di 1.208,15 euro) per ogni anno di lavoro effettuato, fino ad un massimo di 3 anni (l’importo massimo del contributo è pari a 1.486,02 euro per rapporti di lavoro di durata pari o superiore a 36 mesi).

Tcket licenziamento per licenziamenti collettivi

Per l’anno 2018, essendo il massimale mensile NASpI pari a 1.208,15 euro, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale, la contribuzione da versare è pari a 990,68 euro (1208,15 x 82%). Per i lavoratori con anzianità pari o superiore a 36 mesi il contributo è pari a 2.972,04 euro (990,68 x 3).

La Redazione

Autore: La Redazione

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