INPS: il cedolino della pensione di marzo 2026

Il cedolino della pensione consente ai pensionati di verificare l’importo erogato mensilmente e conoscere le ragioni di eventuali variazioni.

In attuazione della normativa vigente, le pensioni sono pagate il primo giorno del mese bancabile, con l’unica eccezione di gennaio che prevede il pagamento nel secondo giorno bancabile.
Il pagamento avviene mediante accredito degli importi spettanti sulle coordinate bancarie o postali (IBAN) intestate al titolare della pensione e registrate nei sistemi dell’INPS. Il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Ove l’importo spettante al beneficiario superi tale limite, l’interessato è tenuto a comunicare all’INPS le coordinate bancarie o postali (IBAN) sulle quali indirizzare l’accredito. La comunicazione deve essere effettuata mediante il sito dell’Istituto, utilizzando lo strumento “Cambiare le coordinate di accredito della pensione”.

Nel caso di soggetti che sono titolari di più prestazioni pensionistiche e assistenziali, il pagamento viene effettuato con un unico mandato di pagamento.

Si riportano di seguito le principali informazioni sul cedolino della pensione di marzo 2026.

La data di pagamento

L’accredito del rateo di pensione di marzo 2026 avverrà con valuta 2 marzo. Nella stessa data, sarà disponibile il pagamento in contanti.

Incremento della maggiorazione sociale

La legge di bilancio 2026 ha introdotto l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali riconosciute ai pensionati di età pari o superiore a 70 anni e agli invalidi civili totali maggiorenni.

Dal 1° gennaio 2026, quindi, l’importo della maggiorazione sociale, prevista dalla legge 448/2001, viene aumentato di 20 euro mensili per 13 mensilità. Il limite di reddito annuo individuale per accedere al beneficio è stato alzato di 260 euro (pari a 20 euro per 13 mensilità).

A decorrere da marzo, le pensioni saranno incrementate come disposto dalla nuova legge.

Nello stesso mese di marzo, verranno pagati i conguagli a credito relativi all’aumento spettante a gennaio e a febbraio 2026.

Adeguamento delle aliquote IRPEF

Dal mese di marzo, sulla base delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026, sulle prestazioni assoggettate a tassazione ordinaria, si applicherà la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro.

Con il rateo di pensione di marzo, saranno messi in pagamento anche gli importi a credito relativi a gennaio e febbraio 2026.

Conguaglio IRPEF 2025 e addizionali regionali e comunali

A fine 2025, è stato effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali (IRPEF e addizionale regionale e comunale a saldo) sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS.

Se le ritenute erariali applicate sulle prestazioni pensionistiche, nel corso del 2025, sono risultate di importo superiore a quanto dovuto su base annua, l’INPS, in qualità di sostituto di imposta, ha provveduto a effettuare il rimborso sul rateo di pensione di gennaio 2026.

Se, invece, le ritenute sono state applicate in misura inferiore, l’INPS ha dovuto recuperare le differenze a debito, operando sulle rate di pensione di gennaio e febbraio 2026.

Per i titolari di trattamenti pensionistici di importo annuo complessivo fino a 18.000 euro, il cui ricalcolo dell’IRPEF ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, la rateazione del recupero è stata estesa fino alla mensilità di novembre, in base all’articolo 38, comma 7, decreto-legge 78/2010, come convertito nella legge 122/2010.

Sempre sul rateo di pensione di marzo 2026, possono essere presenti ulteriori conguagli a credito o a debito, dovuti al ricalcolo che l’INPS, preliminarmente all’emissione della Certificazione Unica 2026, deve effettuare, tenendo conto non solo delle prestazioni pensionistiche, ma anche di tutte le ulteriori prestazioni eventualmente pagate a uno stesso soggetto nel corso del 2025.

Infine, sul rateo di pensione di marzo, oltre all’IRPEF mensile e agli eventuali conguagli, vengono inoltre trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2025, secondo i criteri illustrati nel paragrafo che segue.

Le somme conguagliate verranno attestate nella Certificazione Unica 2026.

Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali.

Addizionali IRPEF regionali e comunali

L’INPS, in qualità di sostituto di imposta, deve trattenere sull’importo della pensione anche quanto dovuto per addizionali regionali e comunali, calcolate sulle base delle aliquote stabilite annualmente dalle regioni e dai comuni.

La base di calcolo è rappresentata dall’imponibile IRPEF erogato dall’INPS, senza tenere conto di altri eventuali redditi.

L’addizionale regionale all’IRPEF viene trattenuta sulla pensione a saldo, nell’anno successivo a quello cui fa riferimento, suddivisa in 11 rate, da gennaio a novembre.

In pratica, l’addizionale regionale relativa al 2025 sarà trattenuta sulla pensione in 11 rate, da gennaio 2026 a novembre 2026.

L’addizionale comunale all’IRPEF, invece, viene trattenuta sia in acconto che a saldo:

  • a saldo, nell’anno successivo a quello cui si riferisce, in 11 rate da gennaio a novembre;
  • in acconto, nell’anno di riferimento, in 9 rate da marzo a novembre.

Il saldo dell’addizionale comunale 2025 verrà, quindi, trattenuto in 11 rate da gennaio 2026 a novembre 2026; l’acconto dell’addizionale comunale, per il 2026, verrà invece trattenuta sui ratei di pensione in 9 rate, che vanno da marzo 2026 fino a novembre 2026.

Fonte: INPS

 

La Redazione

Autore: La Redazione

Condividi questo articolo su