INPS: Osservatorio sui lavoratori domestici – anno 2025

L’INPS ha pubblicato i dati dell’Osservatorio sui lavoratori domestici relativi all’anno 2025.

 

Nel 2025 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’INPS sono stati 804.464, in flessione per il quarto anno consecutivo (-2,3% rispetto al 2024). Dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021, dovuti alla regolarizzazione spontanea legata al lockdown e al decreto sull’emersione di rapporti di lavoro irregolari (decreto Rilancio), si registra, tra il 2021 e il 2025, una perdita di circa 173mila lavoratori. È quanto emerge dall’Osservatorio sui lavoratori domestici, aggiornato con i dati relativi al 2025.

Il trend decrescente del numero complessivo dei lavoratori domestici è maggiore tra le femmine (-2,4%) rispetto ai maschi (-1,5%); la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine: la componente femminile nel 2025 è pari all’88,7%, livello che caratterizzava gli anni pre-pandemia, mentre quella maschile è pari all’11,3%. In valore assoluto le donne sono 713.538 e gli uomini sono 90.926.

Il Nord-Ovest è l’area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,7%), seguita dal Centro con il 27,7%, dal Nord-Est con il 19,9%, dal Sud con il 12,1% e dalle Isole con il 9,6%.

La regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia con 156.316 lavoratori (19,4%), seguita dal Lazio (14,1%), dalla Toscana (8,9%) e dall’Emilia Romagna (8,6%). In queste quattro regioni si concentra poco più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (68,9% del totale), anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022.

La Lombardia, con circa 125mila lavoratori, è la regione con il maggior numero di stranieri, seguita dal Lazio (circa 91mila) e dall’Emilia Romagna (circa 55mila). In queste regioni la quota di lavoratori stranieri è pari all’80%, mentre in coda è la Sardegna con una quota pari al 18%.

Nel triennio 2023-2025 il numero degli stranieri si è ridotto del -4%, la flessione dei lavoratori italiani è lievemente superiore, -5%. La variazione dei lavoratori del 2025 rispetto al 2024 è per gli italiani del -3,7%, per i lavoratori stranieri del -1,6%.

La maggior parte dei lavoratori domestici proviene dall’Europa dell’Est, con 269.098 lavoratori, pari al 33,5% del totale; seguono i lavoratori di cittadinanza italiana con 250.368 unità pari al 31,1%, quindi quelli provenienti dal Sud America (9%) e quelli dalle Filippine (7,5%).

Nel 2025 la quota della tipologia di lavoro “Badanti” è stata del 51,3%, tale dato conferma la prevalenza, verificatasi per la prima volta nel 2024, sulla quota “Colf” (48,7%). La tipologia “Colf” è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale, dal Nord Africa, dall’America del Sud e Centrale, in cui prevale la tipologia “Badante”.

Tra i lavoratori domestici la classe d’età “55-59 anni” è quella con la maggior frequenza, con un peso pari al 18,8% del totale, mentre il 27,2% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo l’1,6% ha un’età inferiore ai 25 anni.

L’analisi dei dati sulle retribuzioni nel 2025 conferma che, contrariamente a quanto accade per altre categorie di lavoro, le lavoratrici domestiche in media hanno una retribuzione più alta rispetto agli uomini, rispettivamente 8.100 euro contro 7.700. La retribuzione, oltre che per sesso, si differenzia anche per tipologia di lavoro: l’attività di badante, infatti, presenta retribuzioni mediamente più alte del 28% rispetto all’attività di colf.

 

 Fonte: INPS

 

 


 

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Autore: La Redazione

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