OCSE: aumentare l’occupazione e spostare le tasse dal lavoro alla proprietà

L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), nel rapporto sull’economia del nostro Paese, pubblicato il 22 gennaio 2024, ha fornito un giudizio sull’Economia Italiana. In particolare, l’Italia dovrebbe stimolare gli investimenti, rafforzare la giustizia civile e le riforme della concorrenza in corso e affrontare il debito pubblico.

Per quanto rigaurda la materia lavoro, l’OCSE ha affermato la necessità di una riforma fiscale e di spesa al fine di contribuire a mettere il debito su un percorso più prudente. Inoltre, è necessaria una riforma del sistema pensionistico, in particolare per ridurre le pressioni di spesa dei pensionati ad alto reddito.

In particolare, andrebbero spostate le tasse dal lavoro alla proprietà e ai consumi, in quanto ciò proteggerebbe le entrate fiscali, rendendo il sistema più favorevole alla crescita.

Aumentare l’occupazione è fondamentale per rendere la crescita più vantaggiosa per tutti. Il tasso di occupazione è tra i più bassi dell’OCSE a causa dell’elevata disoccupazione giovanile e della scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro. Rafforzare l’istruzione tecnica e il sistema di formazione porterebbe più giovani e vulnerabili nel mercato del lavoro. La partecipazione femminile al mercato del lavoro deve essere aumentata ampliando l’accesso all’istruzione pubblica della prima infanzia. Le misure volte a incentivare ulteriormente il congedo di paternità, anche introducendo una “quota del padre” nel diritto del congedo parentale condiviso, aiuterebbero.

 

La relazione

L’economia italiana ha resistito con successo alle recenti crisi, ma ora sta rallentando in mezzo a condizioni finanziarie inasprite. Per garantire una crescita forte e sostenibile a lungo termine, l’Italia dovrebbe concentrare un’azione politica sul miglioramento del contesto imprenditoriale e della concorrenza, sul rafforzamento delle finanze pubbliche e sulla promozione della transizione verde.

L’ultima indagine economica dell’OCSE sull’Italia prevede una crescita economica dello 0,7% quest’anno dopo lo 0,7% nel 2023 e dell’1,2% nel 2025. Si prevede che l’inflazione dei sitiri diminuirà gradualmente dal 5,9% nel 2023 al 2,6% nel 2024 e al 2,3% nel 2025, in linea con l’inflazione di base che si prevede raggiungerà il 2,5% nel 2025. Gli investimenti pubblici hanno iniziato a salire e dovrebbero continuare a sostenere l’economia nei prossimi anni.

Il debito pubblico, pari a circa il 140% del PIL, è il terzo più alto dell’OCSE. Si prevede che la spesa pubblica per l’invecchiamento dei costi relativi all’invecchiamento e al servizio del debito in percentuale del PIL aumenterà di circa 4,5 punti percentuali tra il 2023 e il 2040. Sono necessarie riforme fiscali e di spesa per contribuire a mettere il debito su un percorso più prudente. Il consolidamento fiscale costante per diversi anni è la priorità chiave per la politica fiscale per ridurre il debito pubblico durevolmente, a partire dal 2025. La crescita della spesa deve essere contenuta, ma allo stesso tempo gli investimenti pubblici dovrebbero essere protetti per ridurre al minimo gli effetti collaterali negativi sulla crescita.

Sono necessarie riforme del sistema pensionistico, in particolare per ridurre le pressioni di spesa dei pensionati ad alto reddito. Sono necessari ulteriori aumenti dell’efficienza amministrativa per creare risparmi sui costi insieme all’attuazione delle riforme volte a migliorare la qualità dei servizi pubblici attraverso l’ulteriore digitalizzazione dei sistemi di pubblica amministrazione e di appalto. Le revisioni delle spese in corso dovrebbero essere più ambiziose. Dal lato delle entrate, lo spostamento delle tasse dal lavoro alla proprietà e ai consumi proteggerebbe le entrate fiscali, rendendo il sistema più favorevole alla crescita.

La crescita della produttività deve essere ripristinata dopo la stagnazione negli ultimi dieci anni per sostenere la crescita a lungo termine. Le riforme in corso della giustizia civile e della pubblica amministrazione contribuiranno a incrementare gli investimenti delle imprese e la produttività e ad accelerare l’attuazione dei piani di investimento pubblico aumentando l’efficienza del sistema giudiziario. Gli ostacoli normativi alla concorrenza nei servizi dovrebbero essere ridotti per facilitare l’ingresso sul mercato di nuove imprese e aumentare la concorrenza.

Aumentare l’occupazione è fondamentale per rendere la crescita più vantaggiosa per tutti. Il tasso di occupazione è tra i più bassi dell’OCSE a causa dell’elevata disoccupazione giovanile e della scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro. Rafforzare l’istruzione tecnica e il sistema di formazione porterebbe più giovani e vulnerabili nel mercato del lavoro. La partecipazione femminile al mercato del lavoro deve essere aumentata ampliando l’accesso all’istruzione pubblica della prima infanzia. Le misure volte a incentivare ulteriormente il congedo di paternità, anche introducendo una “quota del padre” nel diritto del congedo parentale condiviso, aiuterebbero.

La bassa intensità energetica dell’economia e l’abbondante risorse solari rendono l’Italia ben posizionata per raggiungere la transizione climatica, ma il ritmo della riduzione delle emissioni è rallentato negli ultimi dieci anni. Sono necessari ulteriori sforzi politici per accelerare la riduzione delle emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici: le accise sui combustibili fossili dovrebbero essere sollevate ove possibile e più strettamente allineate al contenuto delle emissioni di combustibili fossili come nei recenti piani. È necessario semplificare le procedure complesse di autorizzazione che trattengono l’installazione della capacità di energia rinnovabile per raggiungere gli obiettivi di installazione annuali. I trasporti potrebbero essere ulteriormente decarbonizzati investendo nella rete ferroviaria, riducendo il trattamento fiscale favorevole del gasolio rispetto alla benzina e promuovendo i veicoli elettrici anche attraverso un maggior numero di stazioni di ricarica.

Vedi una panoramica dell’indagine economica dell’Italia con i principali risultati e grafici (questo collegamento può essere utilizzato negli articoli multimediali).

Fonte: OCSE

La Redazione

Autore: La Redazione

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