Min.Lavoro: Comunicazioni Obbligatorie – III trimestrale 2025
Il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, in data 27 febbraio 2026, la nota relativa al III trimestre 2025 concerne i movimenti dei rapporti di lavoro in Italia registrati dal Sistema delle Comunicazioni Obbligatorie.
La Nota Trimestrale, descrive le attivazioni, le trasformazioni a Tempo Indeterminato e le cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente e parasubordinato derivate dal modello UNILAV e le attivazioni e le cessazioni relative alle somministrazioni e missioni dei rapporti di lavoro estratte dal modello UNISOMM.
- Il sistema informativo delle Comunicazioni Obbligatorie, che monitora la dinamica dei flussi in ingresso e in uscita dal mercato del lavoro dipendente e parasubordinato, ha registrato nel terzo trimestre del 2025 un saldo annualizzato positivo per i contratti a Tempo Indeterminato, pari a +507 mila unità, stabile rispetto al saldo calcolato in corrispondenza del trimestre Il saldo risulta solo lievemente positivo, invece, per i contratti a Tempo Determinato, pari a +8 mila unità (-10 mila rispetto al trimestre precedente). Per l’Apprendistato, invece, si registra oramai dal quarto trimestre del 2020 un saldo su base annua negativo, pari nel terzo trimestre del 2025 a circa -90 mila unità. Complessivamente per queste tre tipologie di contratto si rileva un saldo annualizzato positivo pari a +426 mila unità (-17 mila rispetto al trimestre precedente).
- Il flusso trimestrale di ingressi nel lavoro a Tempo Indeterminato, includendo le 230 mila trasformazioni di contratti da Tempo Determinato e da Apprendistato, raggiunge nel terzo trimestre del 2025 le 662 mila unità; si registra così un aumento del +0,5% (pari a circa +4 mila contratti) rispetto allo stesso trimestre dell’anno Particolarmente rilevanti le tipologie contrattuali riconducibili al lavoro intermittente e a quello nello spettacolo che mostrano una crescita significativa del +6,9% (+22 mila contratti). Sia per queste ultime che per il Tempo Indeterminato l’incremento risulta superiore per la componente maschile, rispettivamente pari a +8,2% e +0,7%.
- La dinamica tendenziale delle attivazioni evidenzia un recupero del Mezzogiorno nel terzo trimestre del 2025 (+1,4%), dopo due trimestri caratterizzati da lievi Va tuttavia rilevato che, proprio nel Mezzogiorno, una crescita delle attivazioni, più intensa rispetto al resto del Paese, era già emersa a partire dal quarto trimestre del 2023. Il Nord, invece, mostra variazioni tendenziali di segno negativo, pressoché continuative dalla seconda metà del 2024 e per tutti e tre i trimestri del 2025. Il Centro presenta una dinamica leggermente altalenante negli ultimi quattro trimestri; tuttavia, la marcata riduzione nel terzo trimestre del 2024 ha contribuito a determinare una tendenza complessivamente negativa negli ultimi otto trimestri.
- I contratti di Collaborazione attivati nel terzo trimestre 2025 risultano pari a 290 mila, registrando la contrazione tendenziale più significativa: -8,5%, pari a 27 mila attivazioni in meno rispetto all’anno La diminuzione risulta particolarmente accentuata tra gli uomini, per i quali il calo raggiunge il -11,7%.
- Il settore dei Servizi, che assorbe la maggior parte delle attivazioni (pari al 75,9% del totale nel terzo trimestre del 2025), mostra un lieve calo tendenziale (-0,3%, pari a -7 mila attivazioni). La diminuzione coinvolge entrambi i generi, sebbene risulti leggermente più accentuata tra gli uomini (-0,4%). L’Industria (pari al 13% delle attivazioni) mostra invece un aumento del +1,5% (+7 mila attivazioni), per effetto di un incremento osservato prevalentemente nel comparto delle Costruzioni (+3,1%, pari a +6,3 mila attivazioni), a fronte di un contributo più marginale di quello dell’Industria in senso stretto (+0,3%, corrispondente a 739 attivazioni). Di contro, l’Agricoltura, che costituisce l’11% delle attivazioni, presenta un calo tendenziale (-4,7%) che interessa sia la componente femminile (-6,0%) sia quella maschile (-4,2%).
- Relativamente ai motivi di cessazione dei rapporti di lavoro, il termine del contratto ne costituisce la principale causa, con una quota corrispondente al 69,6% del totale delle cessazioni (2 milioni 241 mila rispetto a 3 milioni 221 mila) e una crescita tendenziale del +3,0%. A fronte di tale incremento, nonché di quello rilevato nei Pensionamenti (pari al +6,0%), tutti gli altri motivi di cessazione considerati registrano, invece, una riduzione rispetto al terzo trimestre del Tra questi figurano i Licenziamenti, pari a 169 mila (il 5,2% del totale), che, dopo un aumento del +0,5% nel secondo trimestre del 2025, nel terzo mostrano una riduzione (-0,5%). La dinamica di genere evidenzia che il calo è attribuibile esclusivamente alla componente maschile (-1,2%), mentre quella femminile registra un leggero aumento (+0,4%). Quest’ultimo risulta comunque più contenuto rispetto al trimestre precedente, quando le cessazioni femminili avevano sostenuto la crescita complessiva (+2,1%, a fronte del -0,8% tra gli uomini).
- La diminuzione delle Dimissioni (-1,6%) è attribuibile interamente alla componente femminile, che registra una variazione del -3,8%, mentre per gli uomini non si osservano cambiamenti rispetto all’anno precedente.
- Nel confronto tendenziale delle variazioni per durata del rapporto di lavoro si osserva un decremento significativo delle cessazioni del -16,3%, corrispondente a -99 mila unità, nei contratti di lunga durata (oltre 365 giorni). Si registra inoltre una diminuzione più contenuta (corrispondente a -2,3%) nella classe di durata compresa tra i 4 e i 30 giorni, a fronte di una variazione di segno positivo nelle altre classi di durata considerate. La riduzione osservata risulta distribuita in entrambe le componenti di genere, con una variazione più accentuata tra le donne (-21,9%) rispetto agli uomini (-10,5%).
Le Tabelle statistiche del III trimestre 2025
Fonte: Ministero del Lavoro



